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Milano da Bere? Vademecum sull’acqua del Sindaco

Milano da bere?
Vademecum sull'acqua del Sindaco: come gestirla e servirsene al meglio



L'incontro sulla qualità dell'acqua erogata a Milano, che si è svolto alla Cascina Cuccagna in occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente 2018 con il supporto di CIAL - Il consorzio italiano per il riciclo e il recupero dell'alluminio, ha riscontrato un alto numero di partecipanti, interessati a capirne di più approfittando della presenza di alcuni dei protagonisti della filiera: Fabio Marelli - direttore dell'acquedotto MM e Manuela Antonelli, docente del Politecnico di Milano (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale), esperta di trattamenti di potabilizzazione dell'acqua.

Molte le domande fatte che, raccolte in sintesi, possono essere un buon vademecum per sapere come viene gestita l'acqua del Sindaco e servirsene al meglio.

Esistono delle valutazioni fisico chimiche che danno la situazione dell'acqua dall'acquedotto al rubinetto di casa (ultimo miglio)?
Fabio Marelli: "MM ha 600 punti di captazione e 30 siti di distribuzione, i controlli avvengono in entrambi i punti. Su segnalazione MM effettua sempre prelievi e avvisa sempre ATS (Agenzia di Tutela della Salute della Regione ), tuttavia il gestore è responsabile dell'acqua fino al contatore e le situazioni di criticità avvengono solitamente dopo il contatore. Quindi è l'amministratore di condominio che deve fare le sanificazioni e i controlli necessari"

Il controllo nei condomini (autoclave). Quando va fatto? Quali controlli vanno effettuati?
Fabio Marelli: "Dopo interventi manutentori consigliamo una sanificazione e il poi controllo in un laboratorio specializzato.
Il controllo sull'autoclave andrebbe effettuato una volta all'anno o una ogni due anni, il campione è da prelevare da punti critici (dove scorre meno acqua). L'impianto sarebbe da sanificare almeno una volta all'anno."

Il cloro: è possibile eliminarlo?
Manuela Antonelli: "Il cloro si mette in piccolissime quantità in acqua per garantire la sicurezza igienica fino all'utente finale. La sua presenza quindi non negativa, ma elemento di maggior garanzia per l'utente finale!
Il limite stabilito dalla normativa è inferiore al limite di percezione, il che significa che non se ne dovrebbe percepire la presenza (in termini di odore/sapore), a meno di essere individui particolarmente sensibili.
Il cloro è volatile, basta esporre l'acqua all'aria per qualche minuto in una brocca o mettere l'acqua in frigorifero, perché il residuo di cloro presente se ne va. La bollitura è un sistema di sterilizzazione, non è specifico per l'eliminazione del cloro."

Acqua in bottiglia vs acqua del rubinetto
Manuela Antonelli: "Io bevo acqua del rubinetto. Una riflessione su una delle informazioni che troviamo sulle etichette dell'acqua in bottiglia: in etichetta è riportata la dicitura "acqua microbiologicamente pura". Non vuol dire che nell'acqua non ci sono batteri, vuol dire che non ci sono batteri veicolo di malattie a carico dell'apparato gastro intestinale. L'acqua potabile non è un'acqua sterile."

La ricerca trova quello cerca. Ma cosa si cerca?
Manuela Antonelli: "La ricerca trova quello che è possibile trovare con lo stato di avanzamento della tecnica attuale. Gli strumenti attuali individuano alcune molecole non
altre. Ad esempio: i composti perfluorinati. Si sono cominciati a misurare i perfluorinati quando sono state sviluppate tecniche analitiche sufficientemente sensibili per rilevare quelle molecole. Il non sapere non è da interpretare come "qualcuno ci sta nascondendo qualche cosa". La ricerca cerca e trova quello che oggi è possibile misurare: di alcune molecole ancora non conosciamo gli effetti, alcune molecole le sappiamo rimuovere dall'acqua, altre ancora non le sappiamo gestire.
In Europa esiste la Watch List (in USA viene chiamata Contaminant Candidate List) è uno strumento utilizzato per stimolare la ricerca e le politiche ambientali. Sono elenchi di molecole su cui concentrare gli sforzi di ricerca per capire come gestirle, è la base per la formulazione delle normative a cui i gestori dovranno sottostare. La normativa è fatta per tutelare l'utente con le conoscenze di oggi. L'avanzamento della conoscenza porta ad un aggiornamento della normativa e quindi ad un aggiornamento delle pratiche di gestione dell'acqua da parte dei gestori. Questo è il procedimento con cui si lavora."

Cosa ci sa dire a prosito della presenza di microplastica nell'acqua?
Fabio Marelli: "Sicuramente ci sono nell'acqua in bottiglia in plastica, sappiamo che sono presenti in acque superficiali (laghi, corsi d'acqua). Milano ha la fortuna di captare da acque profonde. Stiamo effettuando una ricerca con la Statale di Milano e l'istituto Mario Negri per verificare la possibile la presenza di microplastica anche nella falda di Milano. E' la prima sperimentazione che si fa in Italia."

E' meglio acqua di rubinetto o di bottiglia?
Fabio Marelli: "Dal punto di vista delle microplastiche, aspettiamo gli esiti della ricerca che porteremo a termine verso la fine dell'anno, ma siamo confidenti del fatto che l'acqua che distribuiamo non ne ha.
Ad ogni modo l'organizzazione mondiale della sanità non si è ancora espressa sugli effetti delle microplastiche a livello umano."

Abitiamo in una casa d'epoca, non abbiamo l'autoclave. E'opportuno verificare la qualità dell'acqua?
Fabio Marelli: "La cosa più semplice è fare un prelievo nei punti più sfavorevoli della rete (dove passa meno acqua) si porta il campione in un laboratorio certificato che tratta acqua potabile e si effettua una verifica ai sensi del Decreto 31."
Manuela Antonelli: "Attenzione, il campione va preso come si deve! Per esempio se voglio controllare la microbiologia dell'acqua, devo prelevare il campione in condizioni di sterilità, conservarlo al buio e al freddo per il minor tempo possibile prima dell'analisi. Ci sono tutta una serie di accortezze per effettuare campionamenti rappresentativi, il laboratorio specializzato dovrebbe dare tutte le indicazioni.
Se avete bisogno di un laboratorio certificato potete rivolgervi al Laboratorio di Ingegneria Ambientale del Politecnico di Milano."

I filtri sotto il lavello e i filtri in caraffa: qual è il parere dell'esperto?
Manuela Antonelli: "Vanno tanto di moda a causa dell'ansia da ultimo miglio.
Possono essere raggruppati in tre grandi famiglie, in funzione del principio di funzionamento:
-Resine a scambio ionico: servono per togliere la durezza - responsabile del calcare - ma chimicamente la durezza è dovuta al calcio, lo stesso calcio che fa bene alla nostra salute. L'incrostazione è la conseguenza di una reazione chimica: quando scaldiamo l'acqua, l'aumento della temperatura determina la formazione di calcare. Stando così le cose pensate che valga davvero la pensa usare la resina per togliere il calcio? In più la resina può diventare ricettacolo di batteri.
-Carbone attivo: è lo stesso principio che si usa nelle centrali di potabilizzazione dell'acqua. Funziona come una spugna: i contaminanti vengono trattenuti, ma quando è pieno di contaminanti li rilascia, li butta fuori. In un grande impianto i tecnici monitorano costantemente il funzionamento del carbone per evitare il rilascio, ma a casa non abbiamo un modo per verificarlo. Le istruzioni d'uso delle brocche dicono che il carbone è pieno quando la brocca è stata riempita un certo numero di volte, ma in realtà il volume non può dare indicazioni reali sulla quantità di contaminanti, comunque presenti in concentrazioni inferiori ai limiti normativi che definiscono la potabilità.
-Osmosi inversa: è pensata per togliere i sali, ma un'acqua senza sali - come quella che si usa nel ferro da stiro - non è un'acqua potabile. Quindi dovrei rimettere i sali … In questo caso, si spende due volte: per togliere i sali e per rimetterli. Altro inconveniente è che l'acqua senza sali è un'acqua tendenzialmente corrosiva (ovvero corrode i materiali in cui scorre)."

Qual è la profondita della falda di Milano?
Fabio Marelli: "Le acqua da cui Milano pesca l'acqua si trovano a 80/120 metri sotto terra, in alcuni casi anche 160 metri, il cosiddetto secondo acquifero. Ad ogni modo stiamo assistendo oggi agli effetti della de-industrializzazione degli anni '90 e quindi ad un netto miglioramento della qualità dell'acqua di superficie, che generalmente è meno sicura a causa di versamenti o fenomeni accidentali e anche perché si perde l'azione di filtraggio del terreno.
Per chi fosse interessato a saperne di più sull'acqua di Milano, segnalo che il 4 luglio inaugureremo la Centrale dell'acqua di Milano: uno spazio dedicato all'acqua, alla sua gestione, ai suoi valori, all'eredità di Leonardo da Vinci. Una grande sfida per noi sarà quella di portare in un luogo importante della storia e della cultura di "Milano città d'acqua" le nuove generazioni."

Come bonificare la borraccia o le bottiglie in vetro?
Manuela Antonelli: "Io uso acqua, bicarbonato e aceto. Chiudo la bottiglia di vetro, agito e lascio riposare per mezz'ora, poi vuoto e sciacquo. Attenzione a non respirare il gas che si forma quando viene aggiunto il bicarbonato all'acqua con l'aceto. Frequenza? Dipende dall'uso che si fa delle bottiglie, una volta ogni due mesi ad esempio."

La dispersione dell'acqua in Italia e a Milano: come siamo messi? Si è mai pensato di recuperare l'acqua delle fontanelle a getto continuo?
Fabio Marelli: "Secondo il dato ISTAT del 2015 le perdite sono circa il 42% in Italia, a Milano circa il 10% (dato del 2017). Percentuali che indicano che in Italia e ancora più a Milano gli investimenti sono stati adeguati (a livello regionale le perdite salgono al 27%).
Le fontanelle a ciclo continuo hanno una funzione all'interno dell'acquedotto: sono posizionate in punti strategici, dove le velocità di flusso sono basse."

Conclusioni:
Massimiliano Lepratti: "La maggior parte della domande di oggi ha riguardato la messa in sicurezza della nostra psiche rispetto alla qualità dell'acqua che consumiamo in casa. Vi propongo per concludere una riflessione più ampia.
Uno dei suggerimenti chiave dell'economia circolare è il cosidetto "disegno della soluzione", ovvero la possibilità di ridurre i rifiuti all'origine per non doverli riciclare dopo. Questo ci suggerisce l'importanza del "disegno del sistema dell'acqua" di una città per un suo uso e consumo sostenibile, il più possibile libero dalla plastica.
Chiuderei con una considerazione di natura filosofico-economica: l'acqua dovrebbe essere trattata come bene comune. Il bene comune è un bene "rivale" (l'acqua che bevo io non può berla un altro) ma non è "escludibile" per questo va gestito con regole che ne permettano l'accesso a tutti, indipendentemente dalle loro possibilità economiche. Nonostate l'acqua abbia tutte le caratteristiche di bene comune, rivale.

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