In tutte le grandi città, ma in particolare a Milano, gli spazi tradizionali della vita collettiva, i luoghi della socialità urbana, stanno scomparendo o sopravvivono come realtà marginali. La piazza, la strada, il cortile, gli spazi verdi sono diventati luoghi di attraversamento, di traffico motorizzato o peggio di puro arredo urbano. Le sedi del vecchio associazionismo, del dopolavoro, i circoli ricreativi e culturali di un tempo sono pressochè scomparsi. Le nuove forme associative non hanno accesso a luoghi e spazi dignitosi e adeguati alle attività collettive e pubbliche che propongono.